Autore manga accusato di pedofilia riammesso con identità falsa su Manga ONE
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— 鶴吉繪理 (@turu_yosi) February 27, 2026
Nel panorama editoriale del manga giapponese, su Manga ONE emergono elementi di gravità notevole: accuse legali, presunti tentativi di insabbiamento e una serie di decisioni editoriali che hanno suscitato ampia attenzione. L’episodio mette al centro una figura associata a lavori pubblicati sulla piattaforma, e mette in discussione pratiche di gestione e supervisione all’interno di una casa editrice di rilievo.
manga one: contesto editoriale e protagonisti
Shogakukan è una delle realtà capofila dell’editoria giapponese, con una pipeline di serializzazione che spazia tra app e servizi web. Nella cornice di questo ecosistema, la piattaforma Manga ONE ospita opere nuove e aggiornamenti continui, facendo da palcoscenico a dinamiche complesse tra autori, editor e redazione.
kazuaki kurita: profilo e alias
Il soggetto al centro della vicenda è Kazuaki Kurita, ex insegnante di disegno in una scuola superiore privata di Hokkaido. Nel mondo del manga era noto con due pseudonimi: Shōichi Yamamoto, autore di Daten Sakusen su Manga ONE a partire dal 2016, e Ichiro Hajime, autore della storia originale di Jōjin Kamen, pubblicata su Manga ONE dal 2022. Questi nomi non sono semplici etichette artistiche: hanno funzionato come strumenti di reinvenzione dopo che il primo era stato oggetto di vicende giudiziarie.
abusi: cronologia e sviluppo della causa civile
La vicenda prende avvio nel 2016, quando una studentessa di quindici anni, identificata in atti come A, si iscrive alla scuola privata dove Kurita insegna. Il professore inizia a offrire consigli sul mondo del manga, scambiando contatti su LINE. Secondo la causa civile civile presentata nel luglio 2022 al Tribunale distrettuale di Sapporo e conclusa nel febbraio 2026 con una condanna al risarcimento di circa 11 milioni di yen (circa 70.000 euro), il comportamento si configura come grooming. Kurita accompagnava la giovane a casa, la conduceva in zone isolate e la molestava. Le risposte della vittima ai messaggi miravano a riconoscere la paura attribuendole colpa, creando nel tempo una condizione psicologica che limitava la sua opposizione.
Gli incontri divennero sempre più frequenti e invasivi, con atti che, nel dettaglio non vengono descritti qui, hanno avuto una progressiva intensificazione nel corso di tre anni. A si laurea nel 2019; Kurita continuò a richiedere materiale esplicito fino a luglio di quell’anno. La vittima sviluppò un disturbo dissociativo e PTSD. Il difensore di Kurita sostenne una relazione consensuale romantica, ma il tribunale respinse integralmente tale versione.
primo reato penale: contesto editoriale e scomparsa di una serie
Nel febbraio 2020 Kurita riceve una multa di 300.000 yen per possesso di materiale pedopornografico. Nello stesso periodo, la serializzazione di Daten Sakusen su Manga ONE viene interrotta con la motivazione di “problemi di salute”, e l’account ufficiale della serie annuncia un ritorno a marzo che non avviene. La serie viene ufficialmente cancellata su Manga ONE nel settembre 2022, con una nota vaga su “problemi personali in corso” non legati alla salute né al rapporto con la redazione. La redazione ha successivamente confermato, con una dichiarazione del 27 febbraio 2026, che la cancellazione era legata all’arresto e alla condanna penale dell’autore.
ritorni sotto identità differenti e dinamiche interne
A dicembre 2022, poco dopo la cancellazione di Daten Sakusen, su Manga ONE prende avvio la serializzazione di Jōjin Kamen, accreditato a Ichiro Hajime come autore della storia e attribuito a presunti nuovi intenti editoriali. L’editor responsabile, ritenuto Takuya Narita, aveva già seguito Daten Sakusen e aveva contatti diretti con Kurita anche dopo il primo procedimento penale. In ambito editoriale, questa figura è integrata in un contesto in cui l’editor è spesso a conoscenza dell’identità reale dell’autore e degli elementi biografici correlati.
tentativo di silenziare la vittima: ruolo dell’editor
Un aspetto inquietante riguarda una chat su LINE di maggio 2021 in cui Narita, insieme a Kurita e ad A, assumeva il ruolo di mediatore. Secondo alcune ricostruzioni, l’editor avrebbe proposto la redazione di un documento notarile contenente una condizione di silenzio in cambio di una somma di circa 1,5 milioni di yen (circa 9.600 euro) affinché la vittima non rendesse pubblici i dettagli dell’accaduto e ritirasse una opposizione alla ripresa dell’attività di Kurita. La vittima rifiutò l’offerta e proseguì con la denuncia civile. La versione ufficiale della redazione di Manga ONE è meno esplicita sull’entità economica e sul contenuto della clausola, ma conferma la proposta di un accordo extragiudiziale.
questioni interpretative e responsabilità editoriale
La ricostruzione pubblica indica che Narita fosse editore di entrambe le opere coinvolte e che mantenesse contatti con Kurita anche successivamente all’esordio di Jōjin Kamen. Alcune fonti hanno indicato che l’editor avrebbe partecipato a pranzi e dichiarazioni social, sostenendo una rinascita editoriale della serie come libro auto-pubblicato. Questi elementi hanno generato richieste di chiarimenti tra autori presenti sulla piattaforma e tra lettori e addetti ai lavori, con la richiesta di sospendere temporaneamente le opere in attesa di chiarimenti ufficiali.
scuse ufficiali di shogakukan e interrogativi senza risposte
La redazione di Manga ONE ha dichiarato di assumersi piena responsabilità per aver riaccolto Kurita e ha espresso le proprie scuse, in primo luogo alla persona che ha subito i danni. È stato ammesso che la redazione non aveva piena contezza della gravità del caso, limitando la capacità di rispondere adeguatamente. Restano aperte domande fondamentali su chi sapesse cosa e quando, senza fornire chiare risposte su alcuni nomi chiave e sull’esatta catena di conoscenze all’interno dell’azienda. Il nuovo direttore editoriale Hironori Hoshino è stato nominato, ma non sono disponibili dichiarazioni pubbliche a riguardo, e l’ex direttore Yuki Wada non ha rilasciato commenti pubblici al momento.
Nel complesso, la vicenda esamina responsabilità editoriali, gestione delle identità e impatti procedurali su una piattaforma di grande rilievo nel mercato del manga giapponese, con una serie di sviluppi che hanno sollevato interrogativi sul ruolo degli editor e sulle pratiche di controllo interno.
nominativi principali:
- Kazuaki Kurita
- Shōichi Yamamoto
- Ichiro Hajime
- Takuya Narita
- Eri Tsuruyoshi
- Yuki Wada
- Hironori Hoshino