Creatore di God of War critica il metroidvania 2D Sons of Sparta
Nel corso dell’ultima orbita del State of Play, un titolo di chiusura ha catalizzato l’attenzione: god of war: sons of sparta, un metroidvania 2D che ripercorre le origini del giovane Kratos e del fratello. l’annuncio ha generato curiosità tra gli utenti, ma la percezione resta in fase di valutazione, fra attese e riserve sulle scelte di design e sui contenuti proposti.
god of war: sons of sparta — reazioni e prime impressioni
La formula presentata definisce un metroidvania 2.5D che esplora una nuova strada narrativa, offrendo elementi familiari agli appassionati della serie. la risposta iniziale del pubblico si sta costruendo attorno a una valutazione cauta, mentre gli elementi di contesto ludico ed estetico vengono scrutinati per capire se possano offrire una nuova epopea per Kratos e per il franchise.
analisi delle scelte di design e della presentazione
Lo sviluppo ha incontrato critiche puntuali da parte di David Jaffe, creatore originale della saga. nel suo intervento video, l’autore esprime dubbi riguardo a una direzione che considera diversa da quanto auspicato, definendo l’idea “okay” e chiedendosi “cosa stavano pensando?” sul piano creativo.
secondo la valutazione di Jaffe, la interfaccia utente risulta troppo derivativa di Ragnarok, titolo che ha spesso espresso in modo esplicito la sua avversione. al contempo, critica la scrittura, ritenendo che i dialoghi si raccolgano in eccesso e descrivano Kratos in modo “generico, noioso f*****o ragazzino”. è come osservare uno spettacolo per bambini della Warner Bros, senza coerenza di senso, secondo il suo giudizio.
Jaffe si domanda anche perché Santa Monica Studio non abbia collaborato con gli sviluppatori di Blasphemous per spingersi verso una ferocia maggiormente marcata, chiedendosi quale fosse la reale domanda del pubblico in quel contesto. L’autore afferma di non aver terminato il gioco, citando di averlo toccato per circa un’ora, e incita Sony a riconsiderare certe scelte creative con una critica tagliente: “mandate a Sony un messaggio di v********o. Smettetela di fare c*****e con Kratos.” Questa posizione riflette una franchezza netta nei confronti della direzione intrapresa dal titolo.
oltre all’impatto immediato, l’analisi del momento lascia intendere un conflitto tra l’affezione per la figura di Kratos (dal 2005 al 2018) e una delusione rispetto a una rielaborazione che non incontra appieno le aspettative iniziali. non è la prima volta che Jaffe esprime tali critiche nel confronto tra visioni e pratiche dell’industria, ma il focus questa volta è sulla sua creazione, che ha suscitato una risposta energica e note di discussione nel pubblico.
dal punto di vista editoriale, l’orizzonte resta aperto: un giudizio completo sul titolo verrà fornito successivamente, con una valutazione basata su ciò che verrà mostrato e sviluppato nei prossimi mesi. nel frattempo, il dibattito continua a ruotare attorno a cosa significhi per Kratos evolversi in una formula metroidvania e quali input grafici e narrativi possano davvero valorizzare una nuova incarnazione della saga.
persone protagoniste della discussione:
- David Jaffe — creatore originale di God of War
- Kratos — protagonista storico della saga