Recensione di Code Vein II: Analisi del gioco

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Recensione di Code Vein II: Analisi del gioco

Code Vein II espande la formula dei Soulslike aggiungendo una veste visiva ispirata all’anime e una focalizzazione marcata su trama e personaggi. Il gioco conserva la struttura di base del predecessore, ma introduce meccaniche di sviluppo, gestione delle risorse e narrazione che ampliano l’esperienza, offrendo un approccio più narrativo e una progressione guidata dalle Blood Codes senza rinunciare alle sfide tipiche del genere.

code vein ii: meccaniche di combattimento e progressione

Il nucleo dell’azione si basa su combattimenti ritmici che combinano attacchi leggeri e attacchi pesanti, adattabili alle varie armi disponibili. Al momento della morte, il personaggio ritorna al punto di salvataggio con la perdita di Haze, la valuta necessaria per salire di livello e acquistare oggetti, recuperabile solo sul punto in cui si è caduti. Le armi sono molteplici e possono essere potenziate tramite pietre di upgrade trovate nel mondo o acquistate dai mercanti, con la possibilità di cambiare elemento associato all’arma.

Una differenza cruciale rispetto a Bloodborne o Elden Ring riguarda le meccaniche di potenziamento: l’aumento dell’attacco deriva principalmente dalle Blood Codes, mentre l’aumento della salute dipende dall’innalzamento delle statistiche generali. Ogni Blood Code può essere equipaggiato contemporaneamente a una sola volta e offre una ripartizione differente dei parametri del personaggio. Le Blood Codes si ottengono incontrando Revenants, sconfiggendo boss e padroneggiando una Blood Code per sbloccarne una versione più potente. Il sistema prevede anche un Booster, un talismano che migliora attributi, resistenze, abilità con le armi e potenza magica.

Il contenuto di ricerca dei codici e la loro gestione introducono una sorta di soft level cap per ciascuna area: ogni Blood Code è associato a una valutazione alfabetica e l’elevata qualifica impone nemici di livello adatto per ottenere esperienza e avanzare nel mastering. Inoltre, esplorare l’ambiente comporta benefici oltre all’ottenimento di nuove equipaggiamenti: si accentuano le statistiche e si scoprono shrines che offrono buff permanenti finché si resta all’interno della zona.

Gli avanzamenti non dipendono solo dal livello: è possibile potenziare la propria build anche attraverso i commercianti, che vendono armi, abilità e pass per acquistare ulteriori pietre di potenziamento nelle basi. A complemento, è disponibile una serie di partner NPC che accompagnano il giocatore, combattendo fianco a fianco o integrandosi con il protagonista per aumentare le statistiche. Alcuni di loro non lasciano il corpo durante lo scontro, con possibili picchi di difficoltà in fasi avanzate se l’arma del giocatore si è troppo dipendente dal supporto numerico.

code vein ii: esplorazione, mappe e biomi

La struttura del mondo è suddivisa in grandi zone aperte, ciascuna dotata di un dungeon centrale e numerosi dungeons minori, più una miriade di oggetti da scoprire e nemici da sconfiggere. Le aree presentano biomi diversi, da una città parzialmente sommersa a un’isola-prigione, passando per una foresta infestata da spiriti e una gigantesca operazione mineraria. Le zone sono percorribili sia a piedi sia tramite moto, offrendo una sensazione di libertà e velocità nel movimentarsi tra scenari verticali e familiari ostacoli ambientali.

La mappa è interattiva e ben strutturata: mostra linee avanzate che illustrano l’altitudine e include indicatori chiari per luoghi chiave. Le entrate dei dungeons, i nemici principali e i luoghi di guarigione vengono contrassegnati con colori vividi: le pozze di guarigione appaiono come punti specifici, i buff d’area come glifi distinti e le porte d’accesso ai contenuti sono facilmente individuabili per agevolare l’esplorazione. A seconda della zona, alcuni elementi della mappa possono presentare limitazioni di accesso legate alla progressione della storia, imponendo un ordine nell’esplorazione.

Il design premia la verticalità: edifici elevati e passaggi nascosti invitano a cercare percorsi alternativi, creando opportunità di avanzamento creativo. L’impostazione visiva enfatizza l’estetica animata senza sacrificare la chiarezza funzionale della mappa, offrendo ai giocatori strumenti utili per pianificare l’esplorazione e gestire il proprio inventario con efficacia.

code vein ii: narrazione e dinamiche emozionali

La narrazione si distingue per un approccio centrato sull’interazione con i boss: invece di eliminare i grandi avversari, il giocatore intraprende viaggi nel passato per creare legami e aiutare i protagonisti a superare i traumi personali. Questo metodo favorisce una connessione emotiva e contribuisce all’apertura dei cocoon storici, permettendo ai protagonisti di emergere anziché essere distrutti. Il viaggio temporale comporta due versioni della mappa: il presente, in cui molte zone restano chiuse finché non si completa la storia di ciascun personaggio, e il passato, accessibile dopo aver completato la rispettiva missione, con differenze di accessibilità e di nemici al di fuori dei dungeon.

La gestione delle zone e degli incontri, insieme all’attenzione dedicata ai legami con i compagni, conferisce una dimensione narrativa più profonda rispetto ai modelli tradizionali di azione e exploration. L’elemento temporale aggiunge dinamicità agli scenari e consente di scoprire contenuti e varianti che influenzano l’andamento della campagna. L’impostazione generale resta chiara, con una progressione che premia l’esplorazione mirata, la gestione oculata delle Blood Codes e la costruzione di una squadra in grado di sostenerne la sfida.

Categorie: AnimeVideogames

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